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#SELFPQ16 Self Publishing: prima scelta. Intervista a Fabio Brusa

Fabio Brusa è un giovane autore emergente del comasco. Dopo la laurea in giurisprudenza, inizia a lavorare nell'azienda di famiglia. Oggi, a seguito di una totalizzante tragedia personale, si è ritirato a vita privata dedicandosi alla passione di sempre: la scrittura. La sua opera d'esordio è il romanzo di fantascienza HELOTS. La speranza del Firewalker (Ed. Il Ciliegio, 2013). Ha pubblicato, inoltre, alcuni racconti in raccolte di varie case editrici (Edizioni Scudo, Eterea Comics&Books, Il Ciliegio Edizioni). Alcuni dei racconti sono riproposti anche autonomamente in eBook: C'era una volta un PUNK (2011), RAW WAR European League (2014), entrambi racconti spin-off della saga HELOTS, oltre a Formicaleone (2014), Smiling Jack (2015) e Il sogno dell'esploratore (2015). Pubblica, nel 2014, il seguito della saga fantascientifica HELOTS. Le nanomacchine. Sempre in Self Publishing pubblica, con lo pseudonimo di Howard R. Veidt, la raccolta di racconti horror Giù nella tana (2014). La verità prima è l'ultimo romanzo in ordine di tempo, selezionato anche per la pubblicazione all’interno del sito Extravergine d’autore. Puoi seguire qui la sua pagina Facebook.

Prima di autopubblicare la tua opera, hai provato a sottoporla al vaglio delle case editrici? Con quale risultato?

Non solo provato, al contrario. Il mio primo romanzo è passato dai canali classici, pubblicato da una casa editrice. Solo successivamente ho scelto, per alcune mie opere, questa diversa strada. Il motivo è l'aver constatato direttamente quale sia la forza di una casa editrice medio-piccola. Rispetto a quanto posso fare direttamente, con i miei soli sforzi e buona volontà, la differenza è minima, sotto ogni aspetto. Così è stato confermato dai miei lettori e, salvo l'interesse di case editrici di rilievo, sarà ancora il Self Publishing la mia prima scelta.

Sei mai stato contattato da case editrici tradizionali? Hai avuto esperienze con le EAP?

Ho ricevuto dei contatti da parte di EAP, con proposte contrattuali (dal mio punto di vista) ridicole. Se già una casa editrice seria ma piccola, che non richiede contributi agli autori, può fare poco per espandere gli orizzonti e il mercato degli scrittori, mi domando quale possa essere l'apporto di chi rientra nei propri costi gravando sulle spalle di chi ha svolto tutto il lavoro. Credo che la risposta sia zero.

.Nel caso di una proposta da parte di una casa editrice, saresti disposto a rinunciare ai tuoi diritti di autore e abbandonare la modalità del Self Publishing?

Come già anticipato, sarei onorato di ricevere una proposta da parte di una casa editrice, ma non accetterei in modo acritico. Si tratta di un vero rapporto di lavoro quello che si instaura tra una casa editrice e i propri autori, ed entrambi devono svolgere il proprio ruolo al meglio. Se tutto si riduce al logo della casa editrice sulla copertina dei miei lavori, sono onorato ma non interessato. Se, invece, si affacceranno figure ben più competenti di me, disposte a credere nei miei scritti quanto ci credo io, allora si potrà trovare la strada più feconda per crescere insieme.

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